di Jonathan Rossi

Era nata come reazione allo strapotere liberale in questo Cantone. 20 anni dopo, quando le è quasi riuscita la spallata definitiva, la Lega dei Ticinesi ­- con la parte codina dei media ormai prona al suo servizio e i responsabili di due partiti (Jelmini e Savoia) a farle da paggetti - si trova di fatto ad aver semplicemente sostituito un potere (quello liberale) con il proprio. Arrogante tale e quale, e involgarito per sovrappiù.

Si potrebbero inanellare molte analisi oggi, dopo queste ultime tornate elettorali. Rimanendo centrati sul movimento di Giuliano Bignasca, in linea col tanto parlare che se ne fa, sarebbe interessante ad esempio discutere dell'abbraccio mortale in cui il presidente-a-vita si è infilato con l'associazione destrorsa con l'UDC. Un abbraccio tanto più asfissiante se consideriamo le risorse umane su cui può contare la leadership leghista. Bignasca è ormai anzianotto, suo fratello idem, suo figlio è uno al cui cospetto anche il Trota figlio di Umberto (Bossi) farebbe un figurone, Marco (Borradori) è ormai sparito mentre Vais (Gobbi) si vede (impossibile il contrario) ma è così tanto filogovernativo… Il resto del personale politico della Lega, infine, è quel che è. Tempo cinque anni e l'UDC (sul cui carro stanno correndo a frotte proprio quei caporioni locali del PLR che la Lega diceva di voler combattere) si sarà mangiata l'intera via Monte Boglia. Intanto però bisogna sottolineare un paio di evidenze.

La prima riguarda il comportamento di molti addetti all'informazione che, secondo le leggi dei banchi di sardine, si sono buttati nella scia del momentaneo vincitore. C'è chi lo fa per calcolo politico (tutto fa brodo, purché vada a destra), chi perché già di suo sintonizzato su quelle lunghezze d'onda, chi invece semplicemente perché leccapiedi del potere per condizione naturale. Basti a sintetizzare questo variegato mondo di asserviti un esempio recente: l'accanimento fintamente professionale con cui in molti (assolutamente silenti, quando non complici, ogni lunedì dopo le nefandezze domenicali de «il Mattino») si sono dati da fare per evidenziare i potenziali punti di contrasto rispetto al diritto, all'etica o al semplice buon gusto delle pubblicazioni satiriche che prendevano di mira l'ormai quotidiana volgarità leghista. Questo comportamento codino di parte della stampa non è certo una novità: cambiano i padroni ma mai i lacchè. A preoccupare è invece il fatto che tra questi se ne annoverino non pochi sia dell'emittente pubblica RSI sia di quella privata (ma finanziata col canone pubblico) TeleTicino. A questo proposito sarebbe ora che la sinistra, invece di limitarsi al lamento, cominciasse finalmente ad adire le istanze previste per garantire un'informazione pubblica equilibrata. Deve valere in CORSI, dovrà per forza valere anche per quella parte di Timedia finanziata con i nostri soldi.

La seconda considerazione ha sapore di Gattopardo. Dopo 20 anni di presenza sulla scena politica cantonale, che cosa ha davvero portato la Lega ai Ticinesi? Rancori, rabbie, offese, dileggio per sostenere illusioni, promesse, finte soluzioni, inganno. E intanto, del potere a volte arrogante e supponente di chi con il 30% dei voti pretendeva di dominare un intero Cantone, sono rimasti praticamente intatti quasi tutti i rappresentanti. Molti sono addirittura pronti a trasmigrare, armi e bagagli, per andare a infoltire i ranghi dell'UDC, riproponendosi così sulle medesime poltrone. Solo con giacche diverse.

L'arroganza di molti liberali di ieri oggi si è solo involgarita dentro i corpi leghisti.

 

Visualizzazioni: 59

Commento

Devi essere membro di Terramatta per aggiungere commenti!

Partecipa a Terramatta

Commento da Wpaul 63 su 10 dicembre 2011 a 13:32

Vale la pena anche di ribadire che la lega (minuscolo voluto, il maiuscolo mi fa il contropelo) di suo ha portato ad un evidente abbruttimento in quella fascia sociale "difficile", che invece avrebbe dovuto essere aiutata ad evolversi verso un qualsiasi "meglio" (qualsiasi cosa, piuttosto che il verbo del Monte Boglia).

La domenica mattina, posso fare esercizi pratici di fisiognomica solo all'osservare le facce di chi mi passa accanto - al 90% posso già intuire chi si ferma al verde vespasiano culturale gratuito.... :-/

Commento da Redazione Terramatta su 1 dicembre 2011 a 11:40

Quest'interpretazione politica sulla Lega è perfetta! Ottima analisi.
Se tra 5 anni così sarà... vi sarà però un discreto calo elettorale dell'UDC poiché la base popolare leghista comprenderà la piega che sta prendendo il movimento e non voterà più come ora. Voti che potremo recuperare (esattamente siamo nella stessa situazione degli anni Trenta...).
Francy

© 2014   Creato da Redazione Terramatta.

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio